Spazi pubblicitari per professionisti e aziende, sono ancora convenienti?

Spazi pubblicitari per professionisti e aziende, sono ancora convenienti?

Oggi più di ieri per professionisti e aziende investire in spazi pubblicitari è una grossa opportunità.

Il mercato dell’advertising è in continua trasformazione e la rapida evoluzione dei suoi processi interni è fonte di quella solidità che gli permette di resistere alle oscillazioni economiche più repentine, come quelle scatenate dall’emergenza sanitaria in corso.

Anche in un periodo di forte incertezza come quello attuale, freelance, startup, piccole e medie imprese dovrebbero continuare a riservare porzioni di budget per la digital adv, la cui intrinseca versatilità è garanzia di adattamento alle più improvvise variazioni di mercato.

Avere un piano media strategicamente studiato è però fondamentale. Se la convenienza dell’investimento non può essere valutato a priori, bisogna infatti ben definire la strategia di partenza.

Non esiste un piano media universale. Questo varia a seconda della tipologia di investitore, delle sue aspettative e dei suoi bisogni reali: un’azienda locale che ha come scopo quello di rafforzare la propria presenza sul territorio, necessiterà di un prodotto differente rispetto al libero professionista che offre servizi anche online. Lo stesso vale se l’investitore è una realtà già avviata oppure è la prima volta che si affaccia sul mercato e deve costruire un brand personale.

Definiti gli obiettivi da raggiungere, occorre valutare l’opportunità di diversificare l’investimento destinando le risorse a disposizione su più canali: quotidiani tradizionali, giornali online, tv, radio web, social etc. Le strategie multicanale sono generalmente le più diffuse in quanto capaci di penetrare più a fondo il proprio target.

Il target è un altro elemento da tenere sempre a mente: per realizzare campagne di comunicazione mirate è di primaria importanza individuare correttamente chi è che può avere bisogno del mio servizio e della mia prestazione. Occorrerà quindi analizzarne caratteristiche (sociali, demografiche etc) e necessità.

È molto utile a tal fine studiare anche i propri competitor: come si muovono, cosa offrono e come lo fanno.

Non meno importante risulta individuare i media outlet a cui affidarsi, la cui scelta sarà dettata dalla maggiore o minore affinità alla storia, ai valori, alla missione e all’immagine che vogliamo trasmettere come professionisti o aziende.

Compiuto questo passaggio, non può mancare la presa visione di listini e media kit per aiutare nella selezione del canale a cui affidarsi e soprattutto nella gestione del proprio budget in modo da ottimizzare il proprio investimento.

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